Olio extravergine mischiato a idrocarburi: tra i peggiori anche i marchi italiani
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Il magazine specializzato in prove comparative – Öko-Test – ha condotto un nuovo test sull’olio extravergine di oliva venduto in Germania.

Una prova che ha esaminato 20 campioni e concentrato l’attenzione non solo sulla qualità merceologica attraverso le analisi chimiche e organolettiche, ma soprattutto sulla presenza di contaminanti nell’olio extravergine.

Lo scandalo in Germania

Un test che in Germania ha creato scandalo non per il mancato superamento della prova organolettica, quanto per la presenza in quasi tutte le bottiglie di oli minerali Mosh e Moah. Si tratta di sigle che indicano idrocarburi di origine minerale derivati da petrolio greggio, gas naturale e biomasse. Oli che potenzialmente possono contaminare il cibo in fase di produzione. Entrambe le sostanze possono avere effetti  tossici sull’organismo. Le possibili fonti di contaminazione sono perdite di oli lubrificanti durante il processo industriale, benzine, o detriti di gomma provenienti dalle macchine agricole in fase di raccolta, oppure residui di agenti di distacco durante i processi di cottura e confezionamento. Una possibilità è anche quella che la contaminazione sia dovuta al contatto degli alimenti con imballi, adesivi o inchiostri.

Quasi tutti gli oli d’oliva in prova sono contaminati da olio minerale – e tre non soddisfano i criteri per la classe di qualità “extra vergine”. Il risultato: la maggior parte degli oli d’oliva delude con valutazioni complessive scarse. 

Procedura di prova

Nel carrello sono finiti 19 oli d’oliva di altissima qualità “extra vergine”, di cui nove prodotti biologici. “Abbiamo optato – spiegano dalla rivista tedesca – per i marchi propri dei grandi supermercati, discount e catene del biologico e marchi noti come De Cecco e Filippo Berio. Un laboratorio da noi incaricato ha esaminato gli oli d’oliva per la contaminazione con componenti di oli minerali, che possono entrare nei prodotti attraverso oli lubrificanti, ad esempio. Inoltre nella checklist dei laboratori commissioniamo: idrocarburi policiclici aromatici (IPA), che possono formarsi quando gli oli vengono riscaldati durante la produzione o il trattamento, plastificanti, che possono essere rilasciati da tubi non idonei durante la produzione e l’imbottigliamento, e pesticidi.

La classe di qualità più alta dell’olio d’oliva è soggetta a severi disciplinari: oltre alle proprietà sensoriali, alcuni parametri di qualità devono anche rispettare i limiti di legge. Abbiamo fatto controllare anche questi. Alcuni oli rivendicano anche un’origine speciale. Abbiamo avuto queste informazioni supportate dai produttori nel lotto esaminato. In caso di dubbio, abbiamo fatto controllare l’origine dichiarata in laboratorio”.

Miglior olio d’oliva: un olio d’oliva consigliato nel test

Quasi tutti i prodotti snocciolano, solo uno interrompe con “molto buono”. Particolarmente sorprendente: un olio nel test non dovrebbe finire sugli scaffali dei negozi in Germania in questa forma. Cosa c’è che non va? Molto. 

  1. Un carico in parte estremamente elevato con olio minerale .
  2. Un odore e/o un sapore così difettoso in alcuni casi che la classe di qualità specificata “native extra” non è corretta.
Olio minerale nella maggior parte degli oli d’oliva testati 

Ad eccezione di un prodotto, tutti gli oli d’oliva nel test sono stati contaminati da componenti di oli minerali. Una via di ingresso sono gli oli lubrificanti, con cui le olive entrano in contatto durante la raccolta, ad esempio tramite raccoglitori che scuotono le olive dall’albero o tramite motoseghe che gli agricoltori usano per tagliare gli alberi durante la raccolta.

Anche durante la produzione, le olive vengono a contatto con macchine e nastri trasportatori – e quindi anche con oli lubrificanti. E cosa significa? Gli idrocarburi degli oli minerali sono un gruppo molto ampio di molte sostanze diverse.

Di particolare interesse sono gli idrocarburi aromatici degli oli minerali ( MOAH ) , alcuni dei quali sono cancerogeni . Il laboratorio incaricato ha trovato MOAH in un buon terzo dei prodotti. Raramente i sostenitori dei consumatori come noi, i politici e l’industria sono così d’accordo su questo punto: i MOAH non hanno posto nel cibo.

Un buon olio d’oliva non contiene componenti di olio minerale 

Oltre a MOAH, gli analoghi MOSH/MOSH sono idrocarburi saturi. Quasi ogni olio è contaminato a vari livelli. I MOSH si accumulano nel corpo: cosa significhi per la salute umana non è ancora del tutto chiaro. 

Il vincitore del test ha il problema sotto controllo 

“L’olio d’oliva è l’unico nel test in cui il laboratorio da noi incaricato non ha rilevato nemmeno tracce di olio minerale. E non solo questa volta. Nel nostro precedente test sull’olio d’oliva tre anni fa, il prodotto era così positivo” aggiungono da Öko-Test.

Inoltre alcuni oli d’oliva testati contenevano tracce del pesticida deltametrina . L’uso di questo spray in coltivazione mette in pericolo le api e la biodiversità in generale. 

Olio extra vergine d’oliva – assolutamente no 

Veniamo al gusto difettoso. Particolarmente sorprendente: secondo i tester sensoriali, un olio d’oliva nel test aveva un sapore rancido. L’olio d’oliva appartiene alla classe di qualità “lampant”. Questo perché l’olio lampante non può essere venduto come olio da cucina in Germania. La Commissione Europea scrive: “L’olio d’oliva lampante non è destinato alla vendita al dettaglio. È raffinato e utilizzato per scopi industriali”.  

Non tutti gli oli d’oliva soddisfano la classe di qualità 

Secondo l’indagine, altri due oli d’oliva non soddisfano le condizioni per “extra vergine”, sebbene lo pubblicizzino sulle bottiglie. Secondo la valutazione sensoriale degli esperti, appartengono alla classe di qualità “nativa”. I sapori sono descritti come “rancidi” o “pungenti, fangosi”  . 

Che sapore ha l’olio d’oliva nel test? 

A proposito di gusto. Chiunque si aspetti un olio d’oliva di prova che soddisfi i più alti criteri di gusto rimarrà deluso . Secondo i degustatori professionisti dell’olio d’oliva un olio così disponibile in commercio difficilmente può avere un buon sapore. E questo è stato confermato anche nel campo di prova.

I risultati sono stati tra “piuttosto armonioso” e “rancido” o “pungente/fangoso”

Quale olio è adatto per la frittura?

È meglio friggere con oli economici e raffinati e utilizzare oli speciali per friggere per patatine fritte e simili. Chiunque frigge ancora con “extra vergine” dovrebbe sapere che il calore distrugge l’aroma e gli oli autoctoni fumano prima di quelli raffinati.

Le marche italiane

Tra gli oli italiani o venduti nel nostro Paese le cui referenze hanno valutazioni complessive scarse o deludenti ci sono:

  • De Cecco,
  • Filippo Berio,
  • Farchioni,
  • Casolare bio Farchioni,
  • Primadonna (Lidl)

L’olio extravergine italiano non esce molto bene dal test. Tra questi vi sono le marche:

  • Filippo Berio: risultato quello peggiore del test per il contenuto di oli minerali “notevolmente aumentati”, e MOAH, tracce di IPA, plastificanti e anche due pesticidi (tra cui un insetticida, la deltametrina)
  • De Cecco: penalizzato per la presenza di oli minerali “notevolmente aumentati”, per la presenza di MOAH, tracce di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e di un pesticida (non specificato)
  • Dennree (Farchioni): anche qui c’è la presenza dell’olio minerale “notevolmente aumentati”. Ma anche MOAH e IPA
  • Casolare bio Farchioni olii: lo stesso risultato anche qui, olio minerale aumentato, IPA e plastificanti in tracce.
Operazione ‘Verum et Oleum’ per olio extravergine

Oltre al test tedesco in questi giorni la guardia di finanza ha effettuato 183 i controlli nell’ambito dell’operazione ‘Verum et Oleum’ a tutela della produzione nazionale di olio extravergine d’oliva. I finanzieri del Nucleo speciale beni e servizi e gli ispettori del Dipartimento Icqrf del ministero delle Politiche agricole e forestali hanno indirizzato le ispezioni verso operatori del settore oleario presenti in tutto il territorio nazionale e verso i principali porti di ingresso delle materie prime di provenienza estera. Secondo quanto risulta gran parte dell’attività si sarebbe svolta in Umbria, nello spoletino, dove vi sarebbe la maggiore concentrazione di indagati. In particolare, secondo quanto risulta a Teatro Naturale, vi sarebbero delle incongruenze nel registro Sian alla base delle indagini, che ha portato alla luce molte presunte irregolarità.

Il 27,2% dei campioni prelevati è risultato irregolare, per complessivi 2,3 milioni di litri di olio non conformi alla normativa comunitaria e nazionale. Dei 102 campioni prelevati e sottoposti ad analisi presso i laboratori dell’Icqrf, 25 sono risultati irregolari per qualità inferiore al dichiarato ossia per olio qualificato come extravergine di oliva, ma in realtà rilevato dalle analisi come vergine. L’intervento della Guardia di Finanza ha rilevato un comportamento abbastanza abituale nel settore che è quello di miscelare olio extra vergine con olio vergine in modo da mantenere la miscela entro i limiti previsti dalla legge. Di solito questi blend si fanno spesso con i lotti di olio destinato ad essere offerto nei supermercati a prezzi superscontati.

In conseguenza, 10 persone sono state denunciate alle competenti Procure della Repubblica e sottoposte ad indagini preliminari per l’ipotesi di reato di frode in commercio. Nel corso delle ispezioni sono state contestate 33 violazioni amministrative relative alla tenuta dei registri, alla compilazione della documentazione obbligatoria ed al mantenimento del requisito di tracciabilità, per un importo complessivo di oltre 10 milioni di euro destinati al gettito erariale, sono state comminate 5 diffide ad adempiere alle disposizioni dell’autorità per la regolarizzazione e sono stati eseguiti cinque sequestri amministrativi, per un valore complessivo di oltre 170mila euro.

La replica dell’azienda Salov per il marchio Filippo Berio

“Siamo venuti a conoscenza del test realizzato dalla rivista tedesca Öko Test e siamo stupiti dai risultati
pubblicati che purtroppo sono ripresi anche da alcuni media italiani.
Innanzi tutto, evidenziamo che il metodo utilizzato per analizzare e classificare gli Oli Extra Vergini è
inappropriato e non conforme con quanto indicato dall’International Olive Oil Council e dalla
regolamentazione dell’UE. E’ scorretto formalmente e sostanzialmente utilizzare metodologie non
ufficiali in quanto determinano risultati non oggettivi né ufficiali.
Va inoltre aggiunto che il prodotto testato – Filippo Berio Olivenöl Classico 500ml, GTIN 8002210113312,
è commercializzato in Germania ma non è presente nel mercato italiano dove abbiamo una gamma
specifica di prodotti, diversa da quanto vendiamo in quel paese.
Per rispondere nel dettaglio ai punti citati da OKO-TEST:
1) Pesticidi:
In particolare:

  • Deltametrina: valore rilevato 0,015 mg/kg rispetto a un LMR (livello massimo di residuo fissato dall’UE
    per le olive) di 0,6 mg/kg (ovvero 40 volte al di sotto del limite).
  • Fosmet: valore rilevato 0,017 mg/kg rispetto a un LMR (livello massimo di residuo fissato dall’UE per
    le olive) di 3 mg/kg (ovvero circa 176 volte al di sotto del limite).
    Di conseguenza i valori riscontrati sono ampiamente inferiori ai livelli definiti dalle norme
    (Regolamento CE 396/2005 e successive modifiche).
    2) Olio minerale (MOSH/MOAH):
    Premesso che in Europa è vigente una rigorosa normativa che disciplina i residui massimi ammissibili
    dei contaminanti negli alimenti che è nota per essere estremamente cautelativa nei confronti del
    consumatore (Reg. CE 1881/2006 e successive modifiche), essa attualmente non include alcun limite
    per gli oli minerali (MOSH/MOAH) negli alimenti, compresi oli e nei grassi vegetali. Studi e ricerche sono
    in corso per addivenire ad una procedura condivisa e affidabile che al momento non è ancora stata
    definita.
    La metodologia seguita nel test (basata sulla tecnica LC-GC/FID) non è riconosciuta da organismi
    ufficiali, in quanto peraltro non distingue tra MOAH “cattivi” ovvero derivanti da effettive
    contaminazioni con oli minerali e MOAH cosiddetti “buoni”, dei quali non si può escludere la presenza
    naturale in molte cultivar di olive, di conseguenza determina risultati del tutto inaffidabili.
    3) PVC/ PVDC/ composti clorurati sull’imballaggio:
    Tutti i materiali utilizzati per i nostri imballaggi sono perfettamente idonei per l’utilizzo in prodotti
    alimentari, certificati dai nostri fornitori sia relativamente alla conformità normativa, sia ai test di

migrazione sul prodotto contenuto.
Occorre inoltre sottolineare che, nell’OKO TEST, il PVC/PVDC/clorato sarebbe stato rinvenuto “nel
coperchio esterno di rivestimento” del tappo quindi in una zona nemmeno a contatto con il prodotto
alimentare.
Ribadiamo con forza che tutte le procedure stabilite dalla nostra Società per il controllo e la sicurezza
dei nostri prodotti ne garantiscono pienamente la conformità, e sono idonee a tutelare la salute di
consumatori.
Infine, consideriamo scorretta la condotta di “Öko Test”, de “Il Salvagente” e dei vari siti web che stanno
riprendendo l’inchiesta tedesca, che riteniamo lesiva della immagine del nostro marchio e della nostra
azienda; di conseguenza Salov si riserva il diritto di intraprendere azioni nelle opportune sedi”.

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