La Ue dopo aver chiesto chiarimenti al governo italiano riguardo la Manovra e i conti, attende la lettera di risposta. Una lettera appena partita e che dovrà convincere Bruxelles dell’efficacia del documento per il rientro dei parametri sulla riduzione del debito.
Si tratta, per il governo, di aggiustare il tiro e abbassare le previsioni sulle entrate che riguardano l’evasione fiscale. In un primo momento l’esecutivo aveva parlato di sette miliardi di introiti provenienti dalla lotta agli evasori. Ma col passare del tempo i piani dell’esecutivo sono sfumati dietro il rinvio della riduzione del tetto ai contanti e soprattutto dietro il rinvio dell’introduzione delle sanzioni per chi non usa i Pos. Due mosse che hanno depotenziato la portata del gettito della manovra. E così da sette miliardi adesso si passa a tre. A tanto ammonta la previsione del Mef sulle entrate dalla lotta all’evasione che verrà riportata nero su bianco nella lettera di risposta alla Commissione.
Ma il Tesoro si è affrettato a spiegare che le altre entrate arriveranno invece dall’introduzione di diverse mini-tasse e dall’aumento di alcune imposte già esistenti. Tra queste vanno ricordate la cedolare secca, la sugar tax, la plastic tax e tanti altri balzelli.
Il Mef, dunque, va dritto al punto: le entrate deriveranno in buona parte da una manovra a base di tasse.
L’esecutivo Ue però resta in attesa di ulteriori chiarimenti. Anche perché l’obiettivo di quest’anno non è molto lontano da quello dell’anno scorso inizialmente collocato al 2,4%. Secondo la valutazione preliminare della Commissione, la manovra 2020 non segue la raccomandazione al taglio della spesa. La bozza “non rispetta il target di riduzione del debito nel 2020”, si legge nella missiva. “Siamo in un processo di dialogo positivo con il governo italiano, il ruolo della commissione è di stabilire i fatti oggettivi, ciò che va nella buona direzione, e di notare un certo numero di aggiustamenti rispetto alle regole” ha concluso Moscovici.