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Il portavoce del 5 stelle la scorsa settimana ha manifestato al fianco dei lavoratori delle ditte esterne di pulizia delle scuole dinanzi al Ministero dell’istruzione. Gli operai dell’ex-Lsu Ata rischiano di rimanere fuori dal mondo del lavoro per i tagli imposti dal ‘decreto del fare’.

Il portavoce del 5 stelle la scorsa settimana ha manifestato al fianco dei lavoratori delle ditte esterne di pulizia delle scuole dinanzi al Ministero dell’istruzione. Gli operai dell’ex-Lsu Ata rischiano di rimanere fuori dal mondo del lavoro per i tagli imposti dal ‘decreto del fare‘.

“Ho chiesto ed ottenuto un incontro al Ministero dell’Istruzione” annuncia Gallo. “Sono arrivate finalmente parole chiare: non c’è alcuna volontà politica di procedere all’internalizzazione del servizio di pulizia delle scuole e dei loro lavoratori. Il governo ha intenzione di risolvere il problema con nuovi appalti, con nuove mansioni per i lavoratori. Ma così le ditte resteranno sporche a meno che i lavoratori contravvenendo ai loro nuovi contratti invece di fare i manutentori faranno la pulizia fuori ad ogni legalità”.

MIGLIAIA DI LAVORATORI A RISCHIO

Sono 26.000 il lavoratori che vedono un futuro incerto. Carmela Bonvino, dell’esecutivo Usb Lavoro privato, riferisce che:”a seguito delle numerose proteste dei lavoratori su tutto il territorio nazionale, a fine febbraio il nuovo governo si era preso un mese di tempo per trovare una soluzione a questa gravissima situazione”. Poi precisa:”siamo a fine marzo e le scarse e poco convincenti dichiarazioni dei ministri del Lavoro e della Pubblica istruzione non ci rincuorano. Temiamo siano l’ennesima finta soluzione, comunque non a vantaggio dei lavoratori – argomenta Bonvino – visto che si continua a mantenere in piedi il sistema delle esternalizzazioni e a parlare di corsi di riqualificazione professionale”. 

In Puglia, Lazio, Sardegna, Toscana, Veneto e Abruzzo, regioni in cui è entrato il nuovo regime, si stanno già verificando dei licenziamenti con “con contestuali assunzioni di nuovo personale mai utilizzato nelle scuole” riferisce ancora il sindacato. Inoltre ci sono forti riduzioni di orario e salario: sotto le 14 ore (minimo contrattuale) e con stipendi di circa 200 euro mensili senza contributi. 

POLETTI INGRASSA LE SUE COOPERATIVE

“Dopo l’indulto mascherato avremo l’appalto mascherato” specifica ancora Gallo. “Il governo non può aumentare le risorse sugli appalti di pulizia, a causa di possibili sanzioni europee, e per questo motivo farà partire altri appalti Consip nelle scuole sotto la voce ‘manutenzione ordinaria, riallocando il personale in esubero, previa idonea riqualificazione’. Si attende – continua il portavoce grillino – solo la firma dei sindacati confederali. Un piano messo in piedi da Poletti (ex presidende di LegaCoop ed ora ministro del Lavoro) che sicuramente ingrasserà le cooperative mantenendo i lavoratori con i diritti dimezzati sotto ricatto delle ditte, dei sindacati e di alcuni dirigenti scolastici”. 

Così facendo, sencondo Gallo, “avremo persone che non hanno mai svolto queste mansioni che dopo poche settimane di corso si troveranno a dover intervenire su impianti elettrici, su tubature e opere murarie scolastiche. Se questo è il piano di Renzi per la messa in sicurezza delle nostre scuole incomincio ad aver ancor più paura per gli studenti che frequentano le scuole”.

IL CONFLITTO D’INTERESSE DEL MINISTRO 

Al ministero non sono preoccupati dei conflitti di interesse del Ministro Poletti con le cooperative, non sono preoccupati della precarietà e dei diritti dei lavoratori, dell’efficacia del lavoro. Questa misura serve solo per garantire un reddito al personale in esubero delle ditte di pulizia” tuona ancora Gallo. “Per fare questo ci vuole un reddito di cittadinanza” e non “lo sperpero di denaro pubblico”.

“Personale che da 20 o da 10 anni lavora per le ditte esterne ma di fatto con le stesse mansioni a fianco dei collaboratori scolastici in relazione con studenti e genitori senza che nessuno sappia che loro sono figli di un Dio minore, va inserito nelle graduatorie ATA e gli va riconosciuto il loro servizio di tutti questi anni, anche se fosse con punteggio dimezzato prevedendo un piano triennale di 12000 assunzioni. I lavoratori non assunti a tempo indeterminato potrebbero comunque scegliere tra supplenze a scuola e contratti con le ditte esterne valutando la strada migliore.

Noi non ci arrendiamo e presenteremo un emendamento al decreto ‘enti locali’ per trasformare la proroga in stabilizzazione del personale”.


ZdO

 

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