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Lo ‘schicchissimo’ giornalista ‘de sinistra’ in genere ha l’aria sofferta, con barba al seguito e l’occhialetto che gli fornisce quel tocco di intellettualità. Poi ci sono tutta una serie di comportamenti che vanno dalla penna tra le dita, agitata come un trofeo, all’improvvisazione della domanda al politico di turno. 

Massimo Gramellini non sarà ‘de sinistra’ al pari di un Vittorio Zucconi che non ci dorme la notte per ridicolizzare il Movimento 5 Stelle ma, con una leggera e forse innata strafottenza, appare molto ‘radicalshicche’ al pari del ‘sempreschicche’ Marco Damilano

Il giornalista de La Stampa nella trasmissione di Fabio Fazio Che tempo che fa, ha rivolto tre domande al Vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio, in collegamento dal Circo Massimo di Roma. 

La prima domanda è stata ‘terribile’:”Siete pronti a sporcarvi le mani con la politica o prevarrà ancora la linea dello splendido isolamento?“. Di Maio, secco, risponde:”Lei lo chiama splendido isolamento, io la chiamo ambizione. Questo è un Movimento consapevole del fatto che con la politica ‘del meno peggio’ si sono persi posti di lavoro. Noi abbiamo l’ambizione di sognare un’Italia migliore. Noi vogliamo un’occasione per provare a cambiare l’Italia. Grazie al nostro ostruzionismo siamo riusciti a dare e-book gratuiti a molti studenti italiani”.

La Seconda domanda mette quasi in ‘ginocchio’ il politico:”Il riferimento di Grillo all’esercito era una battuta vero?“. “Grillo ci ha abituato a dei paradossi per spiegare dei concetti. Alle forze dell’ordine bloccano gli stipendi. L’invito che noi facciamo è quello di evitare le contrapposizioni e le guerre tra poveri“. Strano che nessuno indigni per le solidarietà date e Riina piuttosto che a Bagarella.

La terza domanda stende a terra Di Maio:”Se la incoronassero leader dei 5 Stelle, cosa cambierebbe nel Movimento?“. “Quello che succederà lo vedrete sul palco domani (chiusura evento Circo Massimo). I cittadini hanno capito che noi possiamo governare. Prima delle prossime elezioni presenteremo una squadra di Governo e chi sarà il candidato premier lo decideranno i cittadini italiani“.

Una differenza però tra Gramellini e gli altri suoi colleghi esiste ed è marcata: lui le domande se le scrive. Qualcun altro cerca di ricordare a memoria quelle suggerite dagli editori.

IL VIDEO 

 

 

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